Dubbio generico sul mix finale e mastering

  • Ciao, il mio dubbio è questo: in genere nel mix finale, per brani di musica moderna, se non erro è consigliato di raggiungere dei picchi a -6 db per poter agire con comodità nel mastering. Ora sto componendo un brano orchestrale e mi chiedo se valga lo stesso principio dal momento che come potete immaginare, nella composizione in sé possono esserci molti "piano" e "forte" e in genere i suoni orchestrali compressi vengono delle schifezze se uno non ci sta molto leggero. Inoltre, conto di utilizzare i riverberi della casa (Berlin strings) anche se più avanti mi riservo di farvi sentire il risultato finale per chiedervi un parere a riguardo, per dare la giusta collocazione ai vari strumenti. Dite che posso rimanere vicino allo 0 db o no? Il fader nel mixer lo sto lasciando fisso; per la dinamica degli strumenti, agisco via midi con il comando expression.

  • ciao,

    non c'è problema se stai vicino allo 0 se con il master fader stai a 0 (secondo me questo vale per tutti i generi musicali)


    sicuramente sulla musica orchestrale conviene usare una compressione molto leggera, poi dipende anche dalla finalità d'utilizzo della musica, se è pensata per il cinema si possono lasciare delle dinamiche ampissime, se il brano è destinato ad un ascolto "casalingo" devi necessariamente sacrificare un pò di dinamica, magari dando una leggera compressione nei fortissimi e alzando un pò il volume sui piani e pianissimi.


    ciao

    massi

  • Io farei in modo che, nelle parti più "forti", il picco massimo non superi i -6/-3 dB.

    Considera di lavorare moooolto bene con le automazioni di volume (che, a dirla tutta, è la compressione più neutra che esista), onde evitare di incasinare i suoni comprimendo in modo inadeguato (soprattutto considerato il particolare genere)

  • Uhm, due pareri completamente diversi :/:)

    Di quello di digi096, non capisco perché sostenga di mantenermi intorno allo zero anche con altri generi, mentre è consigliato stare intorno al -6 dB (intendevo prima del masteing)

    Mentre simonluka, giustamente mi consiglia di rimanere sotto a quelle soglie come per i mix normali, però, tenete conto che io più che altro sono un musicista e non ho mai fatto mastering, quindi mi faccio queste domande perché so che normalmente nel mastering si fa largo uso di compressori e limiter e mi chiedo a che serva con un genere orchestrale dove, per l'appunto mi occuperò specialmente con le automazioni dei volumi.

    Per il resto grazie dei consigli

  • ciao,


    senza polemica, ma con il tuo "giustamente" vuoi dire che già sai cosa fare :)


    mi occupo di mastering a livello professionale (nel senso che è quello che mi dà da mangiare) dai primi anni novanta, e per quel che è il mio modo di lavorare se i mix (di qualsiasi genere) mi arrivano a -6 o a 0 db (senza distorsioni), non ho problemi a masterizzarli.


    la tesi dei mix a -6Db non so da dove nasce e chi la sostenga.


    ciao


    massi

    BitBazar srl (ex cantoberon multimedia) mastering, duplicazione, grafica, web, sviluppo software

    Il messaggio è stato modificato 1 una volta, l´ultima volta da digi096 ().

  • poi dipende anche dalla finalità d'utilizzo della musica, se è pensata per il cinema si possono lasciare delle dinamiche ampissime, se il brano è destinato ad un ascolto "casalingo" devi necessariamente sacrificare un pò di dinamica, magari dando una leggera compressione nei fortissimi e alzando un pò il volume sui piani e pianissimi.


    Invece io non capisco il senso di questa frase.

    La musica è musica e il mix serve a far si che suoni tutto in modo coerente e, possibilmente, nel miglior modo possibile. A prescindere dalla "destinazione" o dall'uso ("casalingo" o meno).

    Senza polemica ovviamente.

  • Il "giustamente" era riferito al -6 dB che ERA l'unica mia certezza per quanto riguarda il mastering^^ l'ho letta più di una volta qui, prima che "scoppiasse" il forum. Vista la tua esperienza, non posso far altro che fidarmi :thumbup:

  • stefano75

    Grazie per la fiducia!! :) ma non è mia intenzione dettare verità, dico solo che non capisco l'esigenza del ME di avere brani con picchi massimi di -6Db , poi, ovviamente, se c'è chi lo richiede avrà i suoi buoni motivi.


    Simonluka

    Ci mancherebbe che il mix non debba suonare nel miglior modo possibile e coerente con l'intenzione della musica, ma qui stiamo affrontando un argomento specifico come la dinamica di un tipo specifico di musica, orchestrale.

    Ho fatto l'esempio del cinema (colonna sonora) proprio perchè in questo ambito le dinamiche possono essere molto ampie, funzionali oltre che alla musica stessa anche alle esigenze filmiche, per esempio un sync.

    In un cinema hai varie componenti che ti permettono di apprezzare salti di dinamica anche di svariate decine di Db: l'impianto, la sala, l'attenzione dello spettatore/ascoltatore, e non ultimo la quasi totale assenza di rumore di fondo.

    In un ascolto "casalingo" (passami il termine) ti scontri invece con: impianti anche molto scarsi, la musica viene ascoltata molto spesso mentre si fa altro, un rumore di fondo generalmente alto.

    Questo fa si che un passaggio di pianissimo a -30 Db che al cinema è godibillissimo, mentre sei a casa a cucinare quel passaggio non lo riesci proprio a sentire calcolando che avrai il volume dello stereo settato su un livello che funziona quando i brani si muovono intorno allo 0 Db.

    Quindi quello stesso brano orchestrale con dinamiche molto ampie lo tratterò in due modi diversi, e per la versione che andrà sul cd della colonna sonora, farò in modo che quel pianissimo anzichè suonare a -30Db suoni a -10Db cercando di non intaccare l'intenzione della musica e mantenendo il massimo della qualità.


    Questo poi è il mio modo di approcciare questa problematica, ma chiaramente ognuno fa come vuole :)


    ciao


    massi

  • Digi, ho capito cosa vuoi dire e rispetto il tuo punto di vista. Ma continuo a non essere d'accordo.

    Credo che tutte le fasi, dalla ripresa al mastering, debbano essere trattate sempre ed assolutamente facendo il meglio del meglio, a prescindere dalla destinazione.

    Dire che, nel fare un mix/master destinato al cinema, ci si possa permettere di essere più "larghi" rispetto ad un prodotto destinato al "semplice" ascolto musicale, lo considero fuorviante e concettualmente errato.

    Un prodotto fatto BENE, suonerà BENE ovunque. Non a caso il test empirico fatto dal 99% degli addetti ai lavori o di semplici appassionati, è quello di ascoltarlo su più impianti possibile (studio personale, stereo di casa, automobile, ipod, ecc.).

    Prestare la massima attenzione ai picchi in ripresa (e, in linea generale, alla massima qualità in ripresa) è fondamentale. Per cui (ma parlo secondo la mia personalissima esperienza) ritengo preferibile stare piuttosto lontano dallo 0 digitale, prendendo come riferimento i picchi più alti dei un'esecuzione.

    Tra l'altro lavorando a 24 bit, non ci sono certo problemi di rumore di fondo anche stando bassi....

    Chiaramente è il mio punto di vista.

    Ciao!

  • Simonluka


    attenzione!!! non ho mai detto che le lavorazioni non debbano essere fatte al meglio a prescindere dalla destinazione, ed è proprio per questo che faccio dei distinguo.


    Rivoltiamo la frittata.... masterizzo un brano per far si che si senta in maniera ottimale un pò ovunque,tenendo conto dell'infinità di differenze che ci possono essere nei sistemi d'ascolto, cuffie, cuffiettine, impiantini, impiantoni, cd, mp3, stanze, rumore di fondo ecc. ecc.

    questo mi porterà a prendere delle decisioni e a fare degli interventi (che necessariamente saranno dei compromessi) per arrivare al mio scopo ovvero che il brano transli bene in ogni tipo d'impianto, poi so che questo brano verrà usato anche in una situazione "certa" ovvero una sala cinematografica che DEVE avere determinati requisiti, bene, masterizzerò quello stesso brano tenendo conto di questi requisiti, quindi non mi farò problemi sulla translabilità (si può dire?) del brano in ogni tipo di impianto, e farò tutto in funzione delle caratteristiche della sala cinematografica e quindi che il il brano "spacchi" al cinema, fregandomene, per esempio, di limitare la dinamica o di tenere sotto controllo determinate frequenze.


    per quel che riguarda lo stare lontano dallo 0 Db in fase di ripresa sono d'accordo con te, ma qui si parlava del mix finale da mandare al mastering, in questo caso non vedo l'esigenza di stare intorno ai -6 Db


    ciao


    massi

  • Si ok. Ma, c'è innanzitutto da considerare il fatto che i mix delle colonne sonore SERIE (con il massimo rispetto per tutto il resto.... Ma qui mi riferisco a film di una certa "importanza", di livello internazionale, con budgets stratosferici) si mixano e finalizzano in ambienti creati ad hoc per lo scopo, ovvero in vere e proprie sale-cinema; e questo proprio al fine di adattare e plasmare il sound sull'ambiente in cui verrà riprodotto in modo esclusivo nel 99% dei casi. E, inoltre, da fonici che mixano materiale del genere quasi in via esclusiva e almeno da 30 anni, ovvero "specialisti" nell'approccio che non è esattamente quello utilizzato per mixare un "semplice" brano musicale (in Italia credo ce ne siano 2/3, ma magari mi sbaglio).

    Partendo da questo presupposto, "tutto il resto" (e, ripeto, con il massimo rispetto per qualsiasi tipo di lavoro) non potrà, per forza di cose, contare su determinati "accorgimenti" , per cui dovrà necessariamente "ripiegare" (passatemi il termine) su una produzione/studio/finalizzazione un po' più "classica" (spero di riuscire a rendere l'idea).

    Ecco, in questo ambito, credo che le regole siano sempre le stesse. E, personalmente, preferisco sempre stare ben lontano dallo 0, dando al tecnico di mastering una più ampia possibilità di manovra senza dover essere magari costretto a tirare giù il fader del master.

    Chiaramente è un mio personalissimo modo di lavorare.